Adesso, mi domando e dico...e spero che chi lo sta condividendo lo faccia per scopi goliardici, ma come si possono condividere delle "bufale" grosse quanto la luna, fotomontaggi ridicoli, notizie allarmistiche con la prefazione "Presto, condividi prima che venga censurato", oppure, "Questa foto è stata eliminata dalla rete, ma tutti devono sapere.", ma se è stata censurata, eliminata da organi segreti che complottano contro l'umanità, TU.., come cacchio la tieni? Chi sei l'agente "K" dei MIB? Con chi vai a giocare le bollette alla SNAI con un esponente di Asgard? Sei un rettiliano?
Sarebbe buon senso verificare le notizie prima di diffonderle per alcuni semplici motivi:
1) Si evita di fare disinformazione (per le notizie più serie), dando modo a chi è interessato all'argomento di capire meglio la situazione.
2) Si evita di dare visibilità a siti spazzatura come "Il Giomale", "La Nozione", "Il corriere della sega"...ecc ecc.
3) Evitate di fare delle immense figure di merda davanti ad altre persone che per un motivo o per un altro vi seguono.Pubblicato da Enzo Ruggiero su Giovedì 17 marzo 2016Ultima frontiera "Catturato a Tropea Mostro Marino 70 m", corredato da foto ed esclamazione "presto, prima che ti scoppi il brufolo che hai al posto del cervello"
Ecco le foto.
Le scimmie
...hanno poco a che vedere con il blog, ma ho voluto utilizzare queste goffe creature per rappresentarmi.
"Le scimmie sono una satira vivente della razza umana" Henry W. Beecher
giovedì 17 marzo 2016
Bufalolandia
mercoledì 16 marzo 2016
Referendum trivelle: cosa prevede davvero e qual è la posta in gioco
COSA SI CHIEDE ESATTAMENTE? CHE ACCADE SE VINCE IL SÌ?
L’obiettivo dei proponenti il referendum è quello di impedire alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Nonostante già oggi le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, per quanto riguarda le ricerche e le attività petrolifere già in corso una vittoria del «Sì» obbligherebbe le attività petrolifere a cessare progressivamente secondo la scadenza “naturale” fissata originariamente al momento del rilascio delle concessioni.CHE SUCCEDE SE VINCE IL NO (O SE NON C’È IL QUORUM)
In caso di vittoria del no (o di mancato raggiungimento del quorum), le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero scadenza certa, ma proseguirebbero fino a esaurimento del giacimento. Questo nonostante le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, secondo la legge in vigore.Cosa vuole cambiare il referendum?
Nel referendum si chiede agli italiani se vogliono abrogare la parte di una legge che permette a chi ha ottenuto concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro 12 miglia dalla costa di rinnovare la concessione fino all'esaurimento del giacimento. Il quesito del referendum, letteralmente, recita:Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?
Quindi, Una vittoria dei sì al referendum impedirà l’ulteriore sfruttamento degli impianti già esistenti una volta scadute le concessioni. Il referendum riguarda soltanto 21 concessioni che invece si trovano entro questo limite: una in Veneto, due in Emilia-Romagna, uno nelle Marche, tre in Puglia, cinque in Calabria, due in Basilicata e sette in Sicilia. Le prime concessioni che scadranno sono quelle degli impianti più vecchi, costruiti negli anni Settanta. Le leggi prevedono che le concessioni abbiano una durata iniziale di trent'anni, prorogabile una prima volta per altri dieci, una seconda volta per cinque e una terza volta per altri cinque; al termine della concessione, le aziende possono chiedere di prorogare la concessione fino all'esaurimento del giacimento. Se al referendum dovessero vincere il sì, gli impianti delle 21 concessioni di cui si parla dovranno chiudere tra circa cinque-dieci anni. In tutto in Italia ci sono circa 130 piattaforme offshore utilizzate in processi di estrazione o produzione di gas e petrolio. Quattro quinti di tutto il gas che viene prodotto in Italia (e che soddisfa circa il 10 per cento del fabbisogno nazionale) viene estratto dal mare, così come un quarto di tutto il petrolio estratto in Italia. Nessuno al momento ha calcolato quale percentuale di gas e petrolio viene prodotta entro le 12 miglia marine, né quanto sono abbondanti le riserve che si trovano in quest’area.Sono esistiti fino adesso ma mai nessuno ha dato peso alla cosa.
LE RAGIONI DEL SÌ
1) Rischi per la faunaPer la scansione dei fondali viene utilizzato l’air gun, spari di aria compressa che generano onde che “leggono” il sottosuolo. Alcuni cetacei e alcune specie di pesce vengono danneggiati con lesioni e perdita dell’udito a causa dell’air gun.
2) Ci guadagnano solo i petrolieri
Per estrarre petrolio le compagnie devono versare dei “diritti”, le cosiddette royalties. Ma per trivellare i mari italiani si pagano le royalties più basse al mondo: il 7% del valore di quanto si estrae.
3) Il gioco non vale la candela
L’incidente è comunque possibile e in un mare chiuso come il Mediterraneo il disastro ambientale sarebbe amplificato. Inoltre la trivellazione non risolverà i nostri problemi energetici: le riserve certe nei mari italiani equivalgono a 6-7 settimane di consumi nazionali di petrolio e 6 mesi di gas.
LE RAGIONI DEL NO
1) Perdita di investimenti e posti di lavoroSmettere di usare gli impianti entro le acque territoriali italiane significherebbe perdere gli investimenti fatti fino a oggi e quelli futuri. Oltre che a migliaia di posti di lavoro.
2) Basso rischio di incidenti
Dal 1950 a oggi ci sono stati pochi incidenti che hanno riguardato impianti di estrazione: a Cortemaggiore (Piacenza) appunto nel 1950 e a Trecate (Novara) nel 1994. Un incidente in mare è avvenuto a Porto Corsini (Ravenna) nel 1965.
3) Fabbisogno energetico
Secondo le stime il petrolio presente nei mari italiani sarebbe pari a 700 milioni di tonnellate. Il nostro consumo attuale all’anno è 58 milioni di tonnellate. Nel 2014 sono stati importati 54 milioni di tonnellate. Avere fonti energetiche nostre ci fa spendere meno e ci mette al riparo da cali improvvisi dovuti a crisi internazionali.
Secondo le stime sarebbe pari a 700 milioni di tonnellate. Il nostro consumo attuale all’anno è 58 milioni di tonnellate. Nel 2015 sono stati esportati 21 milioni di tonnellate.
sabato 2 gennaio 2016
La "Giggidalessite".
Sempre più frequente, sui social, sono i commenti distruttivi, ironici, schifati anti D'alessio.
Partiamo dal presupposto che a me non piace il suo modo di cantare, ma "De gustibus non est sputazzellam!" diceva il mitico Totò.
Da "ignorante della materia" posso affermare che su molti brani Gigi D'alessio ha usato una gran bella poesia, parole che colpiscono il segno, entrando nei cuori delle persone e coinvolgendo i sentimenti ti porta a sognare. (Azz che paroloni che ho usato, e non c'è copyright ;) )
Ma parliamo un po' dei numeri:
- 1992. L’esordio viene pubblicato il suo primo album “Lasciatemi cantare”. I buoni risultati di vendita, accompagnati dall'entusiasmo dei fan sempre più numerosi, spalancano le porte al secondo lavoro “Scivolando verso l’alto” che vende 30.000 copie.
- 1994. “Dove mi porta il cuore”. E’ l’anno del suo ingresso nella discografia ufficiale con l’album “Dove mi porta ilcuore” pubblicato dalla Ricordi.
- 1994. “Dove mi porta il cuore”E’ l’anno del suo ingresso nella discografia ufficiale con l’album “Dove mi porta ilcuore” pubblicato dalla Ricordi.
- 1997. Gigi D’Alessio allo stadio San Paolo di Napoli“Fuori dalla mischia” contiene altre hit come “Anna se sposa”, “Chiove”, “30 Canzoni” destinate ad entrare stabilmente nel repertorio di questo periodo. Il risultato straordinario ottenuto da questo lavoro consente a Gigi di realizzare un grande sogno: quello di suonare allo Stadio San Paolo di Napoli. La serata, memorabile, arriva il 7 giugno: 20.000 persone sono lì per acclamare quella che ormai è una star.
- 1999. L’ottavo album ed il premio NIAF
“Portami con te”, l’album n.8, contiene 11 nuovi brani e altrettanti pilastri del suo repertorio sempre più vasto come “Una magica storia d’amore”, “Portami con te”, “Dovesei”, “Buongiorno”. Un altro traguardo importante è, in questo anno, l’esibizione alla presenza del Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton al Gala del N.I.A.F.
- 2000. Sanremo e la tournée
Febbraio: Festival di Sanremo. Entriamo in nuova fase. D’Alessio non è soltanto il vincitore morale è, banalmente, quello numerico: la sua “Non dirgli mai” ha per mesi il più alto airplay radiofonico di tutte le canzoni in gara, mentre il relativo album dal titolo profetico, “Quando la mia vita cambierà” (il nono) è già disco d’oro a quindici giorni dall’uscita (arriverà a superare le 400.000 copie). Un album che si rivela un formidabile hit maker dopo il grande successo del secondo singolo “Una notte al telefono” e, in particolare, di “Caro Bambino Gesù” i cui proventi vengono devoluti all’associazione inglese promotrice delle adozioni a distanza “Azione Aiuto” (Action Aid). Stesso successo per la tournée che, dopo una partenza europea (Zurigo, Neu-Ulm, Karlsruhe, Mannheim), tocca le maggiori città italiane per tutta l’estate fino al concerto record – 220.000 spettatori – di Piazza del Plebiscito del 19 settembre.
- 2001. Ancora Festival di Sanremo: la storia si ripete. “Tu che ne sai”, la canzone presentata alla 51° edizione, porta subito alla conquista del primo posto della classifica dei dischi più venduti l’album n.10 “Il cammino dell’età”. Un titolo rappresentativo che esprime il senso di una maturazione, di un progresso, di una evoluzione tangibile che rende perfettamente l’idea di come il “pianeta” D’Alessio sia in continuo movimento. L’album è un’altra formidabile macchina che sforna un successo dopo l’altro: “Il primo amore non si scorda mai”, “Il cammino dell’età”, “Un’altra donna dentro te”, “Tu che ne sai”, “Insieme a lei”, “Parlammene dimane”, “Bum bum”, “Mon Amour”. Tutte canzoni già pronte per essere cantate tutti insieme sotto un palcoscenico. Cosa che puntualmente accade anche in questa estate nella lunga tournée italiana ed europea che Gigi affronta sull'onda del successo del nuovo album. A fine giugno sul palcoscenico del 32° Premio Barocco Gigi incontra per la prima volta Sophia Lorenche coinvolge in “Reginella”. Lo straordinario duetto inchioda davanti ai teleschermi oltre cinque milioni di persone.
- 2003. La tournée mondiale. Tra febbraio ed aprile la musica di Gigi D’Alessio “sbarca” in Canada, Australia e Stati Uniti (Montreal, Toronto, Sidney, Melbourne, Atlantic City ) in una decina di teatri di grande capacità dove al pubblico di origini italiane, che già conosce alcune canzoni, si unisce una platea di giovani cresciuti con il pop e il rock di ben altra estrazione. Un tour così importante, che è ben altra cosa delle brevi “puntate” promozionali fatte in Europa e in altri paesi del mercato ispanico, non poteva non avere una troupe al seguito che riprende tutto, dai concerti, agli spostamenti, ai backstage; insomma qualsiasi cosa possa riempire il taccuino di un vero e proprio diario di viaggio. Lo special televisivo, “Uno come te…in giro per il mondo” arriva puntuale su Raiuno in maggio, in una seconda serata che tiene davanti allo schermo oltre due milioni di persone con uno share del 17%, un successo senza riserve per questa fascia oraria.
- 2005, una platea di 250.000 persone si riunisce a Napoli, a Piazza del Plebiscito, per uno dei più grandi eventi della storia del pop italiano. Un concerto che è la consacrazione di un anno straordinario e di un mito. La serata raccoglie un cast d’eccezione con nomi quali Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Lee Ryan (ex cantante dei Blue), Giorgio Panariello e tanti altri. La messa in onda in prima serata su Canale 5 dell’evento ottiene oltre 6.500.000 telespettatori e uno share medio del 25%, un vero record per un concerto.
(altri successi non elencati, altrimenti mi prolungo troppo, saltiamo al...)
- 2011.Il concerto al Radio City Music Hall di New YorkIl 14 febbraio è protagonista di un grande concerto-show nel leggendario Radio City Music Hall diNew York, affiancato da grandi star internazionali come Liza Minnelli, Anastacia, Paul Anka, Sylvester Stallone, Manhattan Transfer, Christian De Sica, Enrico Brignano, Mario Biondi, Ivete Sangalo, Nino Benvenuti e Valeria Marini.
- 2015. Da sempre sensibile alle difficoltà della sua terra d’origine, Gigi decide che è arrivato il momento di accendere ulteriormente i riflettori sul problema della Terra dei Fuochi e così, insieme con Uliveto e Rocchetta, il 6 settembre porta alla Reggia di Caserta un concerto evento benefico., a cui hanno assistito 200 mila persone.E’ il primo passo di un progetto molto più ampio che prende il nome di “Malaterra”: un docufilm dedicato alla terra dei fuochi, un disco che contiene i più grandi successi napoletani ri-arrangiatati con importanti collaborazioni e una tournee mondiale che partirà il prossimo 14 ottobre da Lugano.
La cosa che più però fa male... è vedere i napoletani cosiddetti "benpensanti" che discriminano, sputando fango su un artista riconosciuto in tutto il mondo, dove le sue canzoni sono cantate ovunque. Non piace? Bene, neanche a me piace. Ma non vedere oltre il proprio naso del successo che ha fatto questo "ragazzo" è da invidiosi senza palle.
Purtroppo i primi nemici di Napoli sono i napoletani, non tutti per fortuna, ma quando siamo noi stessi ad ammainare la nostra bandiera, per gli altri non siamo altro che prede da abbordare.
Purtroppo i primi nemici di Napoli sono i napoletani, non tutti per fortuna, ma quando siamo noi stessi ad ammainare la nostra bandiera, per gli altri non siamo altro che prede da abbordare.
potete anche commentare se vi va,,,, ;)
mercoledì 21 ottobre 2015
Eccesso di difesa un corno.
"No aspetta già mi sono difeso troppo, non posso fare di più, vai avanti procedi con la rapina ed ammazzami, io più in la non posso andare!"
8 Aprile 2012 scrissi un breve pensiero a riguardo "L'eccesso di difesa". Anche in questi giorni si parla di persone che per difendere se stessi, i loro cari, la loro proprietà privata hanno ucciso il loro aggressore.
E' di pochi giorni fa la notizia del gioielliere di Ercolano, in provincia di Napoli, che per difendersi dall'ennesima rapina ricevuta spara ed ammazza il rapinatore. È indagato per eccesso colposo di legittima difesa.
E' di ieri la notizia del pensionato di Milano che spara ai ladri entrati in casa ammazzando un 22enne. È indagato per eccesso colposo di legittima difesa.
Non sono un giudice. Non ho studiato legge, ma trovo inquietante l'accanimento di alcune persone che si schierano dalla parte dei "ladri" accusando chi secondo loro ha ecceduto nel difendersi, come se in una situazione di pericolo, di rabbia, di terrore, uno possa decidere fino a che punto si deve difendere e quanto basta.
Invertiamo le notizie.
E' del 26 settembre scorso la notizia del pensionato ucciso dopo una rapina nella sua casa di Aguscello, alle porte di Ferrara da un balordo 19enne slovacco, allora tutti volevate fare la caccia alle streghe.
E' tra la notte del 26 e il 27 Dicembre scorso che ad Ancona, un pensionato viene ucciso a sprangate in testa da un rumeno 22enne. Tutti indignati contro il popolo rumeno, "Ammazziamoli, mandiamoli al loro paese".
E' di solo 5 giorni fa che a Torino, un pensionato morto in casa con la testa fracassata, ipotesi di rapina andata male.
Ma di cosa stiamo parlando. Se entrano in casa mia, mettendo a rischio la vita dei miei figli, mia moglie, me stesso io li ammazzo, mi difendo in qualsiasi modo e non sarà mai un abbastanza "eccesso di difesa" il mio fin quanto non avrò la lucidità che tutto sia realmente finito. Dopo che la legge faccia il suo corso.
venerdì 16 ottobre 2015
Bufalelandia.
Ogni giorno su Facebook si alternano notizie più o meno sensazionali. Certo la maggior parte vengono "condivise" semplicemente perché il titolo sembra accattivante, o magari la persona che l'ha postata è simpatica, o magari più semplicemente perché si usa il social net senza neanche sapere cosa si sta facendo.
Può capitare a chiunque (me compreso) di divulgare una notizia, che magari messa in giro da fonte "seria" poi si rivela una bufala. Ma ultimamente, o forse semplicemente perché ci sto facendo più caso, mi sembra che questo fenomeno sia notevolmente aumentato.
Fin quanto si tratta di notizia frivola, gossip, o di una qualche fantomatica tecnologia in arrivo, che sia falsa o vera poco importa, secondo il mio opinabile parere, ma spesso mi sono imbattuto in notizie drammatiche utilizzate, forviate, trasformate solo per aver consensi (Mi Piace) su un link o su una pagina e/o peggio, per fomentare odio e rancore nei confronti di altre persone di usi e culture diverse, oppure per creare panico a riguardo un tipo di patologia, su bambini ecc. Adesso non dico di non credere più a niente di quello che ci propina il social net più famoso al mondo, Facebbok, ma quanto meno di fare un minimo di ricerca prima di passare la palla sulla propria TL (Time Line/Bacheca) allargandone esponenzialmente la diffusione della bufala stessa.
Alcuni esempi di bufale che girano ultimamente su FB: (Bufale.net)
Isis che festeggiava la cattura di una bambina cristiana per sesso ucciso da Putin.Torna a diffondersi la bufala del militante ISIS e la presunta bambina sposa, stavolta spacciata per cristiana e schiava per sesso. Ad ucciderlo, secondo la nuova versione, sarebbe stato Putin con i bombardamenti russi in Siria.
Starbucks apre a Roma (Bufala)
Nessuna apertura di Starbucks in Italia. La bufala, oltre ad essere palesemente riconoscibile visto che a lanciarla non è stata una pagina ufficiale, ora è diventata "petizione".
I migranti ora chiedono il bonus sesso (Bufala)Milanopost recupera un video pubblicato su Youtube e confeziona un articolo bufala su un presunto "bonus sesso" per i migranti nella città di Milano. Il video postate anche da diverse testate giornalistiche.
Non sto ad elencarvi tutte le stupidaggini che circolano sulla rete. Ma un attimo di attenzione renderebbe la permanenza su Facebbok più rilassante.
Insomma cosa non si fa per attirare un po' d'attenzione o per racimolare consensi.
Prima di sparare a vanvera su ogni articolo che si legge bisognerebbe fare un attimo di pausa, valutare e poi se ne vale la pena condividerlo e continuare a fare quello che un social net è nato per fare, socializzare.
Insomma cosa non si fa per attirare un po' d'attenzione o per racimolare consensi.
Prima di sparare a vanvera su ogni articolo che si legge bisognerebbe fare un attimo di pausa, valutare e poi se ne vale la pena condividerlo e continuare a fare quello che un social net è nato per fare, socializzare.
mercoledì 30 settembre 2015
Parco dei Camaldoli.
Se stessimo passeggiando per la Toscana, l'Umbria, sulle colline emiliane questo tipo di paesaggio ci lascerebbe entusiasti, godendo della bellezza della natura e magari rimpiangendo che di posti cosi vicino casa non li abbiamo.
Niente di più sbagliato, di posti così, vicino casa ne abbiamo e anche tanti, solo che non ne valutiamo l'importanza, anzi si cerca in qualsiasi modo per rovinarne la reputazione, deturpando il paesaggio e maltrattando ogni angolo dove la mano del "napoletano" che orgoglioso di questa città fa di tutto per sottometterla.
Oggi mi trovo al parco dei Camaldoli, situato sull'omonima collina, dove con i suoi 485 metri sul livello del mare, è il rilievo più alto della città di Napoli. La sua origine viene fatta risalire a circa 35.000 anni fa, in seguito a violente eruzioni che colpirono tutta l'area vulcanica dei Campi Flegrei.
I due versanti sono caratterizzati da differenze sostanziali: il versante sud è caratterizzato da rupi scoscese composte da rocce di tufo; il versante nord è in lieve declivio ed è ricoperto da un folto bosco ceduo.


Per non parlare poi del solito abbandono di sacchetti ovunque. Non mi piace parlare male della mia città, lo sputtanapoli è già uno degli sport preferiti da tante persone che non hanno neanche mai visto la città di Napoli. Ma è essenziale che le tantissime persone, la maggioranza dei miei concittadini che amano questa città, facciano qualcosa per sensibilizzare la parte "cariata" della mentalità di alcuni che si professano amanti orgogliosi di Napoli.
La "K" non c'entra nella lingua italiana.
Ha visto Nobel del calibro di:
Giosuè Carducci (1906)
Grazia Deledda (1926)
Luigi Pirandello (1934)
Salvatore Quasimodo (1959)
Eugenio Montale (1975)
Dario Fo (1997).
Tutto questo "paraustiello" per capire perchè adulti, quarantenni e oltre devono scrivere parole come "KI? KE? PERKE? KIAMA ECC." E’ ormai da tempo che assistiamo allo sfacelo della scuola italiana, dell’università e della cultura in generale. Ogni livello scolastico ha subìto un processo di semplificazione degli insegnamenti ed un impoverimento della qualità, con poche eccezioni riservate ad alcune istituzioni scolastiche che ancora “resistono”, passi la battitura mancata del "H" che sommate al tempo di tutte le acca risparmiate nel corso di una vita media di 75 anni sono pari a poche decine di secondi (manco il tempo di pensare "KE KAZZO HO FATTO?"), l'abbattimento totale mi viene quando la "K" la usate al posto del "C" o della "Q", in casi come "KUANDO, KUESTO, KUELLO, KASA, KAVALLO" .
Abbiate un po’ di rispetto per la lingua italiana e per chi ne fa un corretto utilizzo, non solo perché sarete più apprezzati ma anche perché verrete presi più sul serio. Sarà un limite mio, ma non riesco a prendere sul serio un testo, messaggio o qualsiasi cosa scritta piena di K, lo trovo ridicolo, un po’ buffo e sinceramente anche un po’ grottesco. Mi capita veramente di frequente di vedere stati su Facebook, risposte o commenti scritti in questo modo, ed è per questo che dal mio piccolo voglio dare il mio parere su una cosa che so che da sui nervi a parecchie persone. Utilizzare “ch” non vi ruberà più tempo nel momento della digitazione o della scrittura di un testo, ma sicuramente vi darà più credibilità, vi renderà meno inadeguati, più maturi e sicuramente più “adulti”. Ovviamente non che lo scrivere bene e in modo appropriato renda di per sé una persona migliore di un’altra, ma sicuramente si parte da un livello più alto di attendibilità.
scusate lo sfogo, ma so' KAKAKAZZO!
scusate lo sfogo, ma so' KAKAKAZZO!
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