Le scimmie

...hanno poco a che vedere con il blog, ma ho voluto utilizzare queste goffe creature per rappresentarmi.
"Le scimmie sono una satira vivente della razza umana" Henry W. Beecher
Visualizzazione post con etichetta terremoto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta terremoto. Mostra tutti i post

sabato 23 novembre 2013

23 Novembre 1980 - 2013. La mia esperienza con il terremoto.

Sono trascorsi 33 anni da quella sera. Erano le 19:34 di una domenica come le altre. Una domenica di un allora ragazzo 13enne che giocava e ascoltava musica con gli amici in una cantina. Erano quelle le nostre discoteche, stanze di soffitte o cantine di palazzi adibite con qualche faretto e un vecchio giradischi.
Si rideva e non avendo altro a cui pensare si "viveva" nel pieno della spensieratezza adolescenziale.

Il Boato.

Un silenzio improvviso calò su tutti in una atmosfera paradossalmente finta, forse durò una frazione di secondo, ma nel ricordo sembra che quel silenzio sia durato ore, poi il boato. La terra incominciò a tremare con moto sussultorio ed ondulatorio, con una violenza tale da non permetterti di mettere un piede d'avanti all'altro senza perdere l'equilibrio.
Un urlo spaventoso di centinaia di persone solo nel circondario, milioni in tutta la Campania si levò al cielo, dando vita a scene di panico tutt'ora difficili da dimenticare.
Palazzi alti sette/otto piani che oscillavano come se fossero di carta sballottati dal vento ed alcuni addirittura si "baciavano", scontrando l'uno contro l'altro, cornicione contro cornicione.
Il fuggi fuggi era caotico, macchine impazzite che correvano in ogni dove, ognuno di loro cercava di raggiungere la propria famiglia. 
90 secondi circa, tanto durò la scossa.  Un lungo interminabile minuto e mezzo dove non riuscivi a capire, a prendere coscienza di quello che stava accadendo.

L'Epicentro.

Fu in Irpinia, a circa 30 km di profondità, colpì un area di 17.000 km² con magnitudo 7 della scala Richter (pari al 9°/10° della scala Mercalli). I comuni di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna furono totalmente rasi al suolo. Tutta l'area Irpina messa in ginocchio devastata dalla forza del terremoto.
Gli effetti, tuttavia, si estesero ad una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l'area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti.

I Numeri

2.998 morti.
8.245 Feriti.
234.960 senza tetto.
687 comuni che costituiscono le otto province interessate globalmente dal sisma (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia), 506 (il 74%) sono stati danneggiati in modo grave, 37 di questi disastrati.
5.000.000 è il numero della popolazione coinvolta.
8.000 il numero dei soccorritori.

Classificato come uno dei terremoti più disastrosi del secolo, quello del 23 Novembre '80 ha lasciato un segno particolare in tutti noi che l'abbiamo vissuto. Ancora oggi dopo 33 anni, le immagini di quei giorni, la paura di non poter rientrare nelle proprie abitazioni, infatti dormimmo all'agghiaccio per diverse notti, in "accampamenti di fortuna" e la consapevolezza dell'immane tragedia che aveva colpito migliaia di persone,  resterà per sempre vivido nei nostri ricordi.

 

lunedì 4 giugno 2012

Dove la Terra trema.

Giorni di paura e di angoscia, l'Emilia piegata da un terribile terremoto, centinaia di scosse ormai fanno tremare la terra e non solo, buttando giu case, edifici industriali, chiese e il morale della gente.
Non è un qualcosa di prevedibile, non si sà ne quando ne dove, ma la certezza è che ancora oggi, in un paese "industrializzato" ci siano persone che debbano perdere la vita in situazioni quantomeno conosciute e preventivate, dove la classificazione sismica del territorio è cambiata nel tempo e, di conseguenza, anche le norme tecniche, ma una struttura deve ottemperare solo a quanto disposto all'avvio del cantiere. I motivi alla base dei crolli: fabbricati edificati in aree in passato valutate non a rischio o - per quelli recenti - costruiti in violazione esplicita delle regole.

Le istituzioni, tra il chiacchiericcio vario, e le promesse che puntualmente arriveranno, fanno "finta" di esserci, ma l'unica mano che troveranno disponibile ogni singolo Emiliano, sarà quell'attaccata ad ognuno del proprio polso. Vedi Irpinia nel 1980, vedi Marche 1997. In situazioni del genere il popolo italiano deve essere tutt'uno, e ai gia operosi volontari che da giorni incessantemente si adoperano per aiutare i cittadini dei paesi colpiti, dovremmo passarci tutti una mano per la coscienza (e per il portafogli, la dove c'è la disponibilità).
AIUTATI CHE DIO T'AIUTA si dice a Napoli.
Le chiese, le case si ricostruiscono, RIALZATI EMILIA, popolo fiero e laborioso. Una preghiera per tutte le vittime.


domenica 20 maggio 2012

Non dimentichiamoli: Brindisi e l'Emilia Romagna

Questo weekend non sarà certo ricordato per uno dei migliori, anzi tra un po di giorni forse qualche settimana, non sarà ricordato affatto, escluso i diretti interessati è ovvio.
Volevo quindi dedicare un rigo a quelle persone, alle famiglie che hanno avuto ad un certo punto della loro vita, una svolta terribile, dove un graffio indelebile al cuore ed all'anima a sottratto energia alla propria forza di vita.
Da padre e da Cristiano sono vicino con il pensiero alla famiglia della piccola Melissa, vicino alle famiglie dove i  loro figli stavano andando semplicemente a scuola, come è normale fare a 16 anni, un giorno apparentemente normale per un immane follia.

Una preghiera va anche alle famiglie che sono coinvolte nel terremoto in Emilia Romagna, per le persone che sono morte e per quelle ferite, e per tutti quelli che sono rimasti senza tetto.

Non dimentichiamoli, non lasciamo che sia stato solo un momento per creare motivo di critiche e notizie sui media sui network e su i blog. Ricordiamoci che la follia umana è presente in ogni angolo del mondo e per combattere ogni tipo di violenza, bisogna abbattere quel muro d'omertà che ancora oggi ci circonda.

Ricordiamoci che la gente che viene colpita da calamità naturali non devono restare soli, e che lo stato, tanto presente nel "chiedere" sia più che presente nel "dare".