Le leggende, i fatti cosiddetti strani, venivano tramandati da padre in figlio, storie di fantasmi, "o' munaciell" e cosi via.
L'effetto domino che avevo una questione legata ai sentimenti, o alla vita politica piuttosto che ad un'attività commerciale era inesorabilmente trasportata da "bocca a bocca" dai vari personaggi che nel passaparola venivano coinvolti. Era il "Retweet" o il "Condividi" dell'epoca.
Oggi c'è l'immediatezza di Internet. Facebook, Twitter, Instagram, Google+, Linkedin ecc. Una notizia, un pettegolezzo, una battuta, una ricerca di aiuto, un annuncio o chissà cos'altro raggiunge l'immediatezza di migliaia di persone. Non più trasportata da bocca a bocca ma da un semplice click sul mouse del computer, interagendo con persone lontane o vicine ma unite in una catena virtuale, composta da milioni di anime. I cosiddetti Social Network, che a mio avviso hanno ben poco di sociale. Persone che non riescono più a comunicare se non hanno la luce blu del pc o dello smartphone di turno.
Scrivi i pensieri più intimi a perfetti sconosciuti e rispondi "fatti i cazzi tuoi" a chi ti ama. Cosa della parola "social" non hai capito?
— Vince in Stand by (@sonounascimmia) 19 gennaio 2013
A tal proposito, vi voglio mettere a conoscenza di un argomento postato su skande.com.

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